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La citazione proviene dal discorso tenuto da Doris Lessing in occasione del conferimento del Premio Nobel 2007.
Più che un discorso, è una storia sui libri, sulle storie, quelle scritte e quelle lette, su chi le scrive e chi le legge. 
Riflette sulla necessità per lo scrittore di trovare quello spazio vuoto intorno a sé per ascoltare ciò che ha dentro, per far nascere le sue parole.
Paragona il nostro occidente allo Zimbabwe, in cui si ha fame anche di libri, dove Anna Karenina può ridare speranza a una giovane donna in una situazione disperata.
“We are a jaded lot”: dobbiamo recuperare il valore e la forza di idee o parole che non usiamo più perché le consideriamo abusate.
Siamo fortunati: il nostro tesoro letterario, le nostre storie, le nostre lingue ci saranno sempre. C’è un narratore in ognuno di noi e ci salva perché è la nostra fenice.
Vi invito a leggere l’intera Lecture
, che ha come titolo “On not winning the Nobel Prize”.

SLOOPAnche gli “oggetti di apprendimento” o Learning Objects (LO) traggono beneficio dalla naturale evoluzione del web.
Co-finanziato dalla Comunità Europea e promosso da 5 nazioni europee (Italia – Irlanda – Romania – Slovenia – Spagna), il progetto SLOOP (Sharing Learning Objects in an Open Perspective) si propone di promuovere l’integrazione tra formazione a distanza e formazione in rete. La parola d’ordine è “condivisione”, come sempre, del resto, quando si parla di Web 2.0.
SLOOP mette a disposizione degli utenti, che in questo caso saranno principalmente docenti e formatori, un ambiente di produzione, archiviazione e scambio di LO.
 

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Logo di AGIREApprofitto di questo spazio per segnalare quella che credo essere una buona iniziativa. Alcune delle più importanti ONLUS del paese si sono unite per ottimizzare gli interventi di gestione delle emergenze umanitarie.

Per approfondire e contribuire: www.agire.it  oppure www.terredeshommes.it

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